Chi siamo

“Fatti non foste a viver come bruti, 

ma per seguir virtute e canoscenza”

 

Scriveva Dante nella Commedia settecento anni fa, e mai come oggi sentiamo la necessità di riaffermare come modo di pensare e di agire questi due versi. Il mondo contemporaneo ha dimenticato la specificità umana: quella che fa del pensiero critico e della riflessione le due colonne portanti della coscienza. La vita moderna, assalita da un turbinio di semplicistici stimoli, si manifesta infatti nel grande conformismo di costumi, idee e rappresentazioni sociali.

Di fronte a questa degradante realtà, l’uomo ha bisogno di riappropriarsi del pensiero, dei ricordi, dei sentimenti e delle riflessioni. Dobbiamo riscoprirci umani, non trasformarci definitivamente in “bruti”.

In un contesto dove i mass media, i social network e internet trasmettono modi di vivere falsi e vuoti, dove le generazioni più anziane sminuiscono in continuazione quelle più giovani (citando una canzone “i giovani d’oggi non valgono un cazzo”) e dove lo spazio per poter liberalmente esprime le proprie idee manca totalmente, sentiamo il bisogno e la necessità di sviluppare un campo largo di discussione e riflessione, in controtendenza a quanto ci è freddamente insegnato e propugnato da false necessità, evitando quindi di ricalcare regole stantie e oramai prive di significato, ma anche allontanandoci dall’approccio acritico ed immediato alla vita contemporanea.

In nome di una rivoluzione socio-culturale sentiamo il dovere di aprire uno spazio aperto a tutti i giovani (e a chi si sente tale) dove ci sia finalmente la possibilità concreta di esprimere le proprie idee e le proprie riflessioni. Per questo crediamo sia corretto porci agli spettatori (non a lettori passivi, ma a spettatori partecipanti) in maniera che si possa instaurare un dialogo, senza quindi affermare realtà univoche, fisse ma semmai fluide e libere di cambiare forma. Pensiamo sia giusto per noi giovani poter ribaltare la struttura sociale e culturale di cui siamo vittime incolpevoli, per finalmente dare spazio e valore a generazioni succubi dei propri padri e di un mondo disumano.

Concludendo, immaginiamo finalmente una società dove le giovani generazioni siano finalmente capaci, abbiamo finalmente il diritto di potersi esprimere culturalmente. Uno spazio che non si trasformerà in un’aula dove noi, semplice tramite, saliremo sopra una cattedra, simbolo di vecchie ideologie e culture educative, ma semmai dove tutti noi, uniti, assisteremo l’uno all’altro come spettatori, distribuendo messaggi, riflessioni, visioni e ricevendo in cambio importanti risposte, critiche e suggerimenti. Una rinata collaborazione in nome di un altrettanto nuovo ideale di libertà.

 

Perché inevitabilmente il futuro dovrà passare attraverso le nostre tanto insultate e criticate mani.

Facciamoci trovare pronti e smentiamo le innumerevoli critiche.

 

Buona lettura!

la Redazione