Aggiornato: Giovedì, 19 Agosto, 2010
Lo Spettatore Home > Cronache Lo Spettatore: Home - Sommario del Sito - Archivio - Help
 Cerca
       

Le Signorine di Hermanis

di Nicola Zuccherini
Domenica, 14 Febbraio, 2010

Uno spettacolo potente, una grande regia, ma l'anima dov'è?

Che cosa volesse fare Alvis Hermanis, lettone, ultimo maestro della grande regia europea, mettendo in scena Le signorine di Wilko, romanzo polacco del primo dopoguerra, con una compagnia di attori italiani, lo ha dichiarato lui stesso: rendere visibile la poesia. Ci è riuscito, senza dubbio: il suo spettacolo, per tre lunghe ore, non smette mai di trasformare in azioni i delicati sentimenti di solitudine, fatale inutilità della vita, il senso del trascorrere inesorabile del tempo e insieme del permanere delle cose, le senzazioni evocate da dettagli sensibili, colori, profumi, sapori che egli ha derivato dal romanzo di Jaroslaw Iwaszkievicz.
Lascia senza fiato la perfezione con cui sono mossi i personaggi dentro la villa di Wilko: un reduce senza passato, senza futuro e ben poco dotato di volontà e le sei signorine del titolo, sei tipi e sei destini di donna, turbate dal ritorno del vecchio amico che fu istitutore delle più giovani di loro prima della guerra. Passato e presente non sono ben distinti nella casa delle signorine: una di loro è morta, ma partecipa lo stesso, bianca e spettrale, alle scene quotidiano, sforzandosi di far avvertire la sua presenza. Tutte sono una festa di colori, di movimenti, di scatti: in ogni istante lo spazio è interamente chiamato in causa da raggruppamenti, pose, controscene in un labirinto recitativo in cui non si può che lasciarsi andare e perdersi. Merito anche delle luci di Paolo Pollo Rodighiero e dei costumi anni '40 di Gianluca Sbicca.
Tra turbamenti e spassi borghesi le cose vanno avanti per un pezzo, a Wilko. Con energia immutata e costante esibizione di abbondanti mezzi teatrali, con padronanza impressionante di un palcoscenico che diventa potente macchina rappresentativa unitaria, il regista compone e scompone le sue visioni. Solo che noi, là in platea, abbiamo perso il gusto da pezzo. Il pubblico ciondola, si agita, sbadiglia. Che noia, il genio! La perfezione ha il difetto di essere perfetta, e perciò immutabile, indiscutibile, imperscrutabile. Non lascia spazio all'altrui immaginazione. Ti tocca ammirare e tacere: dopo un po', ti vien voglia di pensare a altro, di scendere a un grado più terreno.
La compagnia, infine. Non ha fatto velo al regista la distanza linguistica, anzi: Sergio Romano, Laura Marinoni, Patrizia Punzo, Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi e Alice Torriani, all'altezza dei duri compiti vocali e corporali loro assegnati, senza sacrificare l'evidenza dei singoli caratteri, danno una gran prova di forza e di precisione, di coerenza recitativa d'assieme come è rarissimo vedere almeno dalle nostre parti.

Le signorine di Wilko è prodotto da Emilia-Romagna Teatro, Teatro Stabile di Napoli e Arena del Sole - Nuova Scena.

Dopo il debutto a Modena e le repliche a Bologna, sarà in tournée a Napoli, Rimini, Roma, Lisbona, Prato, Pordenone, Brescia, Cesena, Perugia, Correggio, Chiasso, Rennes, Liegi, Catania, Berlino. 

 Invia questa pagina ad un amico    Versione stampabile
 
 
Il periodico online dello spettacolo in
Emilia Romagna

Per conoscere le novità pubblicate su Lospettatore.it, iscriviti alla newsletter gratuita. Riceverai periodicamente una e-mail con le novità del sito.
 
Cartellone Danza
 
Cartellone Teatro
 
 
 
Lo Spettatore.it è una rivista pubblicata da


Copyright 2010 Lo Spettatore | Home | Privacy | Cerca | Help | Vai all'Inizio