TRE MINUTI A MEZZANOTTE

È appena uscito nelle sale cinematografiche Inferno, l’ultimo capolavoro di Ron Howard, ispirato all’omonimo bestseller scritto da Dan Brown (uscito nel 2013). Tranquilli, non sono qui per anticiparvi nulla sulla trama e sugli avvenimenti sconvolgenti del film, del quale comunque consiglio la visione. Voglio piuttosto concentrarmi sulla tematica principale sulla quale si basa tutta la storia. Nel libro, così come nel film, è presente uno scienziato “pazzo”, chiamato Bertrand Zobrist, il quale si è sempre interessato al problema dalla sovrappopolazione del mondo. Durante un suo intervento, spiega come la vita degli esseri umani sia stata sempre travolta da qualche cataclisma che, in qualche modo, aveva regolato il numero delle persone presenti sulla Terra. Basti pensare alle varie “Pesti” che hanno colpito la storia umana: si parte dalla “peste di Giustiniano”, che portò quasi 25 milioni di decessi (che considerata l’epoca, ovvero il 300/400 d.C., erano un numero altissimo) alla celebre Peste nera, che nel XIV secolo uccise circa 1000 di vite. Lo scienziato sottolinea come, dopo quell’evento tragico, la popolazione della Terra non abbia fatto altro che aumentare. 900 milioni nel 1800, 1 miliardo e mezzo nel 900, 7 miliardi oggi, 9 miliardi tra meno di cinquant’anni? La preoccupazione di Zobrist si basa sul fatto che la popolazione è in continuo aumento e sembra che nessuno possa regolare questa continua e, apparentemente, incontrollabile crescita. Zobrist propone come soluzione quella della diffusione di un virus, chiamato appunto Inferno, che abbia proprio la capacità di intervenire su questo moto continuo. Metodo sicuramente macabro e orribile, perché nessuno ha il diritto di poter decidere il destino delle altre persone. Indubbiamente questo è un tema importantissimo, ma non è certo con l’invenzione di un virus mortale che il problema può essere risolto. Certamente un intervento è più che necessario, visto che siamo tanti, tantissimi su un pianeta che non è mai stato abituato a tenerci in un numero così elevato. Specificando che il sovrappopolamento non impone questioni in termini di spazio, come molti erroneamente sottolineano, bensì di disponibilità delle risorse, è facile intuire cosa è cambiato rispetto al passato. La vita si è allungata grazie al miglioramento delle condizioni in cui noi viviamo. Oggi, mediamente, un uomo vive 70 anni, soglia che nei tempi antichi era toccata in rarissimi casi. E questo porta ad una naturale sproporzione tra nascite e morti in un anno. Le nascite sono di gran lunga maggiori dei lutti. Questo non fa alto che incrementare il numero di abitanti del pianeta. Ma allora, come intervenire? Come far notare un problema che spesso è poco considerato da chi ci governa? Soluzioni come quelli di educare le popolazioni dove la natalità è molto elevata (vedasi l’Africa) può permettere di avere un maggiore controllo sulle nascite. Si tratta quindi di informare, di prevenire, di aiutare. Come può una persona che non riesce a sfamare se stessa, pensare di sfamare cinque o sei figli? Ma, come detto, due fattori hanno condizionato l’accrescimento o la diminuzione della popolazione umana: sto parlando delle già citate calamità naturali e delle guerre. Siamo quindi così sicuri che non esistano degli autentici Zobrist, che pensino che il problema sia risolvibile o con l’inizio di una nuova, terribile guerra, oppure con una malattia creata in laboratorio. Proprio per evitare qualsiasi situazione estrema, meglio iniziare ad attivarsi per migliorare la situazione.

Interessante evidenziare anche l’esistenza di un orologio chiamato “Orologio dell’Apocalisse”, il quale misura in maniera metaforica il pericolo di una possibile fine del mondo. In poche parole, più si è vicini alla mezzanotte, più si è in pericolo. Utilizzato anche nel film, l’orologio è posto a un solo minuto a mezzanotte, il tutto, ovviamente, per aumentare l’effetto scenico. Ma nella realtà, a quanti minuti siamo? Siamo, secondo gli scienziati del Bullettin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago (i quali sono gli ideatori del progetto), solamente a tre minuti a mezzanotte. Il sovrappopolamento della Terra è uno dei fattori che incide sull’andamento dell’orologio. L’orologio è regolabile e ogni anno viene spostato avanti o indietro a seconda degli avvenimenti annuali. Siamo ancora in tempo per allontanarci dalla mezzanotte, per non trovarci come nel film, nel quale si sottolinea l’impossibilità di una soluzione umana, essendo ormai troppo a ridosso del limite massimo.

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