VITA, MORTE E MIRACOLI DI UN RIVOLUZIONARIO E DI UN DITTATORE

Lo scorso sabato 26 Novembre il mondo si è risvegliato orfano di uno degli individui storicamente più importanti del XX secolo: Fidel Castro. Con Castro, una fetta molto importante della storia moderna ci lascia. Con lui se ne va una parte dei nostri libri di storia. L’ultimo residuo del secondo dopoguerra e della Guerra Fredda, l’ultimo vero Comunista; ed il fatto che sia morto durante il Black Friday (probabilmente il giorno più capitalista dell’anno) rende il tutto molto ironico, quasi come in un film di Woody Allen. Eviterò quindi di raccontare la sua vita quando basta una velocissima ricerca su Wikipedia per farsi una propria idea, ma semmai cercherò di analizzare la sua figura e capire cosa rappresenti quest’individuo dalla barba incolta e con il sigaro in bocca.

Di sicuro, da un lato Castro rappresenta la lotta (in questo caso particolare vinta, ma molto spesso persa) contro l’imperialismo. Un imperialismo che nel XX secolo spesso significava governi fantocci retti dalla potenza imperiale, che sfruttava le risorse e la manodopera locale senza il minimo rimorso, privando i locali di uno stato sovrano che operasse per il loro bene. Proprio in un contesto del genere troviamo Castro. Il 2 Dicembre 1956 Fidel Castro insieme a Ernesto Guevara, Raùl Castro, Camillo Cienfuegos ed il nostro Gino Dorè Paro, “El Italiano”, sbarcò a Cuba ed è proprio qui che inizia a svilupparsi quell’aura di eroismo ed ammirazione che circonda spesso questi individui che si oppongono al controllo americano. Inizialmente dispersi, i pochi sopravvissuti si nascosero fra le montagne aumentando di numero ogni singolo giorno e avviando azioni di guerriglia contro il regime di Batista sostenuto dagli USA. Nel giro di due anni nel 1958, Castro riuscì a liberare la sua terra natia dal controllo americano e a realizzare la tanto desiderata indipendenza cubana. Accolto insieme ai suoi fedeli come un eroe, riesce a instaurare un governo totalmente indipendente dagli USA. All’inizio del suo governo, viene decisa una stretta collaborazione economica con l’URSS anche a causa dell’embargo (tuttora in atto) da parte degli Stati Uniti. La vicinanza geografica agli USA ed il rapporto di amicizia e di scambio economico con l’URSS (che deciderà di portare delle testate nucleari a Cuba) porterà il mondo vicinissimo ad una guerra nucleare (la cosiddetta Crisi di Cuba), fortunatamente evitata. Castro intanto avviò una serie di politiche di stampo prettamente socialista per sostenere la popolazione cubana come, per esempio, la riforma del sistema sanitario, che rese Cuba uno dei migliori stati delle Americhe nel campo, e del sistema scolastico. Nel frattempo però cresceva a dismisura il potere politico di Castro che degenerò ben presto in un regime totalitario, spesso nascosto sotto la nomea della monopartitismo tipico degli stati comunisti. Casto è rimasto a capo di Cuba fino a poco tempo fa, quando ormai anziano e malato ha deciso di abbandonare il ruolo di Primo Ministro e Presidente del Consiglio di Stato dopo quasi 50 anni ininterrotti di governo. Il mistero di questa lunga durata rimane: era veramente amato dai Cubani o la sua azione di repressione era molto efficace? Altissimo è il numero di giornalisti, esponenti politici, omosessuali e dissidenti che furono costretti a fuggire da Cuba spesso verso i territori statunitensi raggiungibili via mare in poco tempo. Non c’è da meravigliarsi quindi se i dissidenti castristi esiliati negli Usa abbiano appreso con felicità la morte del Lìder Màximo. Importante è anche ricordare della terribile crisi economica che Cuba subì in seguito alla caduta dell’Unione Sovietica alla quale era legata da numerosissimi accordi economici che rappresentavano la maggioranza del PIL cubano.

Concludendo la figura di Castro è una figura per metà positiva e per metà negativa. Da una parte abbiamo il rivoluzionario nazionalista in grado di liberare lo stato cubano dal controllo degli USA o quello che ha reso Cuba uno dei paesi più alfabetizzati, istruiti e dotati di una buona sanità nelle Americhe, dall’altra il feroce oppressore di ogni libertà di parola, associazione, credo ed orientamento sessuale così naturali per noi ma che vengono spesso negate in altri paesi. Una figura per metà positiva ed ammirevole, per metà feroce dittatore. Di sicuro però un dato rimane: il fascino del rivoluzionario aleggerà su Castro per sempre.

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