“QUAL È LA DATA DI SCADENZA DELL’OCCIDENTE?”: UNA CONFERENZA DI BEPPE SEVERGNINI

L’aula è molto affollata e sono rimasti ormai pochissimi posti ma fortunatamento riesco ancora ad entrare. Dalla mia ultima fila, la prima cosa che noto sono i suoi inconfondibili capelli che quasi sembrano fosforescenti sotto la luce delle luci a neon. Non appena si alza, prende il microfono in mano e dice: “Certo che avete messo una mia foto veramente brutta sul volantino. Sembra quasi vi siate impegnati.” Risate a scrosci. Questo è lui, Beppe Severgnini, uno dei più bravi e famosi giornalisti italiani. L’argomento di questa conferenza è la crisi dell’occidente. Crisi dell’occidente che è palese e si manifesta sotto diversi aspetti; basti pensare ai problemi dell’immigrazione, del terrorismo, della crescente xenofobia e del sempre maggiore potere politico di alcune forze, Trump prima di tutti. Proprio partendo da Trump, Severgnini inizia raccontandoci di come i dibattiti dei due candidati alla presidenza americana siano stati sgradevoli e a tratti imbarazzanti. “Non sottovalutiamo cosa potrebbe accadere al paese più importante del mondo” queste le parole di Severgnini su un’ipotetica vittoria [ormai non più tanto ipotetica] del candidato repubblicano. “Tutti i nemici degli Americani vogliono che Trump diventi presidente” aggiunge. Severgnini racconta poi di come nel più recente dibattito, il candidato repubblicano abbia detto almeno 20 falsità, senza però battere il record di 25 del primo dibattito. “Nella nostra incoscienza stiamo dimostrando buon senso” dice Severgnini riguardo gli avvenimenti e la politica italiana. C’è un malumore diffuso però, c’è una classe media che ha visto i propri sogni infranti e vede che i propri figli staranno peggio di loro. Vedere che ci sono dei paesi importanti che stanno affrontando una serie di crisi, avvicina la così detta “data di scadenza dell’occidente”. “Non mi sentirete mai unirmi al coro dei miei coetanei che dicono che il mondo finirà perchè i ragazzi non fanno nulla. No, i ragazzi salveranno il mondo e lo porteranno avanti. Credo sia un dovere pensare che il mondo vada avanti e andrà avanti grazie a loro [i ragazzi], lo manderanno avanti meglio di quanto potremmo immaginare.” Siamo in un momento estremamente delicato; le nostre certezze sono tutte messe in discussione. “Quando vuoi cambiare un’icona sullo schermo del telefono, tieni premuto e tutte iniziano a muoversi” dice Severgnini “basta schiacciare un icona e tutto sparisce, questo è quello che sta accadendo.” Il mondo sta finendo? Assolutamente no, bisogna solo trovare delle soluzioni. Il mondo cambia sempre ma molto spesso, col passare degli anni, diventiamo ostili al cambiamento e pensiamo che non stia cambiando nulla. Ostilità che quasi sempre diventa paura. I cambiamenti si devono gestire, organizzare ma sono inevitabili. Brexit è stato un voto di nostalgia per il passato, un voto per tornare alla Swinging London degli anni 70. Il timore e la paura votano sempre e hanno votato. Il futuro in Europa dei giovani Inglesi è stato rubato dagli anziani che avevano nostalgia del passato e paura del futuro. Severgnini conclude con parole di profondo ottimismo: “Non fatevi imbrogliare, il passato è molto bello da raccontare, ma noi dobbiamo ragionare sul presente e sul futuro, altrimenti facciamo un torto alle future generazioni”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *